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Vicolo Intherno offre una cucina tradizionale ligure e spezzina, basata sull’eccellenza delle materie prime locali e sulla stagionalità. Che siano pesci e crostacei, oppure verdure per torte salate, zuppe e contorni, scegliamo e compriamo tutte le mattine, anche al vicinissimo mercato, i prodotti che il mare e la terra quel giorno hanno da offrirci ed ispirarci.

Alla spesa giornaliera affianchiamo carni, salumi, e formaggi selezionati da pochi e fidati fornitori, anch’essi prevalentemente della nostra provincia.

Prepariamo ravioli ed altra pasta fatta in casa, così come i dolci, dalle crostate al “tiramisù espresso”, piccolo “cult” tra i nostri ormai affezionati clienti.

Dalla cucina dello chef Maurizio, osservandolo all’opera o gustando i suoi piatti, traspare il suo amore per il cibo e la convivialità. Se si bazzica la sua cucina si è costantemente invitati ad assaggiare, “Dai, l’ho appena fatto“, “Su, solo un assaggio!“, a dare un giudizio, a bere un bicchiere, a farsi due risate; ed anche quando, come spesso usa fare, gira in sala per i tavoli, vuole che i suoi ospiti mangino e gradiscano.

Ma ciò non solo per mera gratificazione personale, come potrebbero far pensare questi tempi in cui la cucina “tira” in libreria come in tv, e la conseguente ampia esposizione di ego, smisurati solo come i conti che si pagano da alcuni cuochi iperstellati, ma perchè davvero ama che venga condiviso il rito del cibo, elevato da semplice necessità quotidiana a vero e proprio “nutrimento globale” della persona.

Pieter Aertsen, La danza dell’uovo - 1552
Pieter Aertsen, La danza dell’uovo (particolare) – 1552

La parola “ristorante” qui riscopre e rafforza il suo ètimo più profondo, perché la sua cucina, “casalinga” nell’accezione più nobile del termine, intesa come scevra da inutili sofismi e sofisticazioni, insieme all’atmosfera accogliente e  familiare, ti fanno uscire da lì realmente ristorato, rincuorato, ricaricato, di buon umore.

O almeno, questo è l’effetto che ha su di me.

Stefano